Un
viaggio per chiedere alla distanza ciò che il tempo
può dare soltanto poco a poco...
Definizione del progetto
Ma qual è dunque questo progetto di viaggio…
Il progetto Khiva è nato dalla nostra volontà
di fotografi di andare più lontano nel nostra ricerca
alla scoperta dell'altro.
Ai nostri giorni la realizzazione di un reportage sociale
si può effettuare secondo molte e diverse modalità.
Durante i nostri reportage abbiamo scoperto che potevamo
stabilire un modello etico e stilistico per la loro realizzazione,
specialmente nel sociale, basato sulla curiosità
verso l'altro, l'umiltà, la pazienza, l'ascolto.
Un saper vedere ed un saper trascrivere.
Grazie a questo modo di concepire l'approccio dell'altro,
abbiamo potuto constatare che i legami si tessevano, la
contrazione davanti all'obbiettivo spariva, una complicità
e un rapporto di fiducia s'instaurava … il fotografo
introduce lo spazio sociale, si fonde nel paesaggio e comincia
il vero lavoro di cattura degli istanti liberi da qualsiasi
condizionamento, le scene di vita colte diventano pure e
reali. Le porte del tesoro interiore di un soggetto si aprono
e permettono alla fotografia di restituire l'essenza della
persona.
Con lo scopo di allargare ad un cerchio più grande
di persone e per un periodo più lungo il nostro modo
di scoprire l'altro, abbiamo avuto l'idea di un lungo viaggio.
Constatando che i limiti materiali del tempo e dello spazio
contribuiscono ad irrigidire ed a snaturare i rapporti umani,
abbiamo voluto rifiutare e respingere questi limiti grazie
ad un viaggio – reportage libero da qualsiasi costrizione
del tempo e senza un percorso rigido e tassativo, avendo
così la possibilità di dare alle persone incontrate
l'attenzione necessaria ad una scoperta vera e sincera.
Appassionati di viaggio, fotografi dalla curiosità
divorante, abbiamo deciso di sottrarci a qualsiasi legame
con la vita quotidiana nelle nostre società moderne
e di dedicare i due anni a venire ad un viaggio itinerante
di oltre 60.000 km, in jeep, attraverso il continente eurasiatico.
Avendo sempre pensato che "si comprende realmente ciò
che si può compiere soltanto quando si trova il coraggio
di provare", abbiamo deciso di mettere in pratica questo
proverbio che da tempo caratterizza il nostro modo di essere.
L'itinerario che abbiamo definito ci porterà alla
scoperta di 35 paesi, 14 europei e 21 asiatici.
Ecco l'elenco dei paesi che
attraverseremo: Austria, Slovacchia, Polonia, Lituania,
Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Russia, Kazakistan, Uzbekistan,
Kirghisistan, Tagikistan, Cina, Mongolia, Vietnam, Cambogia,
Laos, Tailandia, Birmania, India, Bhoutan, Pakistan, Iran,
Turkmenistan, Azerbaigian, Armenia, Georgia, Turchia, Bulgaria,
Macedonia, Serbia Montenegro, Bosnia Erzegovina, Croazia,
Slovenia.
Ci siamo preoccupati di definire un percorso abbastanza
preciso ma non siamo strettamente legati a quest'itinerario,
che speriamo bene di modificare nel caso in cui qualcuno
ci darà dei buoni consigli.
La forza del progetto:
Una motivazione infinita ed una buona
condizione fisica
Ci prepariamo ad effettuare un viaggio di oltre 60.000
km a bordo del nostro mezzo di trasporto: una jeep, questo
implica una grande voglia e determinazione di portare avanti
il nostro progetto di ricerca fotografica.
Dovremo naturalmente disporre di un'ottima condizione fisica,
per potere affrontare giorni lungi di strada su tracciati
tra i più difficili.
Una realizzazione in totale autonomia che autorizzerà
un percorso senza frontiere
Grazie al fatto che viaggeremo in un modo autonomo
con il nostro veicolo personale, saremo capaci di raggiungere
delle zone non toccate dai mezzi di trasporto pubblici o
ordinari per motivi di isolamento, di distanza o altre problematiche
di sicurezza. Potremo cosi scoprire dei territori ricchi
di autenticità, preservati perché ancora vergini
da qualsiasi intrusione.
Il fatto di disporre del nostro mezzo di trasporto ci offrirà
anche la libertà di potere consacrare il tempo che
giudicheremo necessario alla scoperta di una popolazione
e dei misteri della sua terra.
Delle buone conoscenze tecniche fare fronte
a qualsiasi imprevisto
Attraverseremo delle zone isolate dove la manutenzione
delle strade, quando esistono, sarà precaria e dove
qualsiasi forma di assistenza non potrà pervenirci
prima di un tempo più o meno lungo. Per questo, ci
prepariamo a potere affrontare qualsiasi problema tecnico
che una tale avventura ci porterà ad affrontare.
Un reportage complesso su una tema preciso:
la gioventù
Realizzeremo una ricerca sul tema dell'adolescenza. Questa
ricerca è oggetto di un lavoro a lungo termine, già
iniziato, che mira a documentare il tema dell'adolescenza
raccogliendo immagini ed informazioni sui giovani del mondo
intero.
Il nostro lavoro non si limiterà a fotografare
gli adolescenti che il viaggio ci offrirà da incontrare.
Il progetto svolgerà una ricerca etnologica che avrà
lo scopo di raccogliere e classificare delle informazione
intorno alle problematiche che caratterizzano l'adolescenza.
Quell'inchiesta sociale e visuale avrà per finalità,
tra le altre, la realizzazione di un libro nel quale si
farà un confronto, grazie alle immagini, della "cultura
adolescente" esistente in ciascuno dei paesi attraversati.
Stiamo già prendendo dei contatti con delle scuole
e delle associazione situate nelle città che vogliamo
visitare. Grazie ai programmi di gemellaggio delle città
di Parigi e Roma con numerose città asiatiche ed
europee, beneficiamo di una rete importante di contatti.
Con questa presa di contatti prima della partenza, vogliamo
stabilire una base sicura per nostro lavoro con gli adolescenti.
Tuttavia, non perderemo occasione per incontrare strada
facendo delle persone fuori da qualsiasi struttura istituzionale.
Consacreremo a questi incontri un interesse maggiore, nel
senso che vogliamo instaurare dei rapporti con delle persone
che vorranno volontariamente partecipare al nostro reportage
per l'unico motivo che credono nella forza e la bellezza
del progetto. La spontaneità della partecipazione
avrà un aspetto importante per capire il livello
di apertura e di capacità alla comunicazione di cui
daranno prova le popolazioni incontrate.
Per maggiori informazioni, vi invitiamo a leggere
il paragrafo dedicato a questo progetto cliccando sulla
rubrica "Progetto Giovani".
Un'avventura innovativa che creerà
un legame con un numero molto grande di persone in un numero
grandissimo di luoghi.
Chi non ha mai letto un taccuino di viaggio che racconta
le avventure di un marciatore un pò pazzo che attraversò
il deserto del Takla-Makan a piedi o di un avventuriero
che percorre tutta l'Asia avente per unico compagno di viaggio
il suo zaino. Conosciamo anche i libri che raccontano delle
tribolazioni attraverso i cinque continenti di un viaggiatore
solitario in vespa.
Tutte quest'avventure, così coraggiose ed uniche
siano, hanno per punto comune un percorso avente per punto
di partenza un luogo più o meno conosciuto che si
trova fin d'ora lontano da ciò che potrebbe avvicinarci
ai nostri riferimenti quotidiani.
L'innovazione che desideriamo portare alle avventure di
questo tipo è un punto di partenza familiare che
introdurrà una prossimità con tutte le persone
che hanno sempre sognato di lasciare tutto ma che in non
ne hanno mai avuto l'opportunità o il coraggio. In
questo modo, potrà essere creato un legame psicologico
con persone di ambienti diversi che si troveranno e si identificheranno
a questa avventura di due persone che hanno deciso di abbandonare
tutto per dare vita ad un sogno caro per loro.
D'altra parte, l'innovazione che desideriamo introdurre
risiede nell'obiettivo di questo viaggio. Infatti, il viaggio
non sarà fine a se stesso ma un mezzo per stabilire
il contatto umano. Il viaggio non si effettuerà soltanto
nel cuore di territori lontani e stranieri ma anche attraverso
persone, di abitudini, di culture, di tradizioni e di resoconti.
Il viaggio sarà dunque totale, contesto di una scoperta
interna. I luoghi saranno il contorno, il contesto di una
ricerca dentro la gente.